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Collocazione: C.69

Riproduzioni
     Facsimile: 20.B.447
, 20.B.448 , Villa.17      Microfilm n.: 2656 , 3073

 Banchieri Adriano
 Conclusioni nel suono dell'Organo. Di D. Adriano Banchieri Bolognese, Olivetano & Organista di S. Michele in Bosco. Nouellamente tradotte, & Dilucidate, in Scrittori Musici, & Organisti cellebri. Opera Vigesima. Alla Gloriosa Vergine, Et Martire Santa Cecilia Deuota degli Musici, & Organisti, dedicata. - In Bologna, per gli Heredi di Gio. Rossi 1609, in 4°, picc.

Omettendo il Sonetto dedicatorio a S. Cecilia porremo quì appresso un copioso estratto di questo raro libretto - Comincia il Banchieri col dichiarar l'origine della divozione che i Musici hanno verso S. Cecilia, e a pag. 6, così scrive: «Gli Musici, et Organisti Senesi ogn'anno per tradittioni à gli 22 di Novembre, giorno applicato da S. M. C. in onore di detta santa, concertano una messa solenne nella Chathedrale, ond'io dodeci anni sono mi ritrovai presente essendo Arciues. l' Illustris. S. Ascanio Piccolomini, la qual fù concertata con grandissimo concorso di virtuoso ridotto, essendo maestro di Capella e Organista Andrea Feliciani, et Francesco Bianciardi, le cui anime sieno à godere il frutto et merito in Paradiso. Gli musici Milanesi ancora essi per quanto mi viene referto, in tal giorno osseruano tal pia consuetudine nella Chiesa Ducale di S. Maria della Scala, ecc...» Segue poscia dicendo che anche i musici Ferraresi celebravano in egual modo la festa di S. Cecilia in S. Maria del Vado, Chiesa de' Canonici di S. Salvatore, sebbene aggiunga che per lo più nascono emulationi prodotte o da inuidia di sufficienze, ò auidità di guadagni, ò applauso di mondane lodi. A pag. 7: «Prima conclusione dilucidata. Hor fa l'anno, che nella città di Siena fu impressa vna carta di mie Conclusioni sopra il suono dell' Organo; della quale ne inviai la copia à diuersi Musici, et Organisti, sotto gli dieci capi quì notati hora ridotte in vinti con altre appendici, et curiosità Musicali - 1.° Origo perfectorque Organi -2.° De canticis, et concertibus in Organo - 3.° Id quod sonandum sit in organo 4.° De tonis sive modis in organo - 5.° Modi usque ad 14. in Organo - 6.° Modi realiter 12. in Organo - 7.° Quis stilus gratior in Organo - 8.° Quid ad concertationes in Organo - 9.° Quonam tempore psallatur in Organo - 10.° De oseruantiis in Organo - Promessi ristamparle in lingua volgare per commune intelligenza, et essendo ogni promessa debito, non hò sparmiato fatica inuestigando cose che apportino utilità, ne inserto dottrina che dilucidata non sia, si come ogni virtuoso potrà chiarirsi à gli luoghi citati sparsamente per l' Opera»
A car. 9 parlando de' primi Organi rammemora quelli inventati l'anno 226 che sonavansi a forza d'acqua, e perciò chiamati idraulici, dei quali al suo tempo uno se ne vedea a Pratolino, villa de' granduchi di Toscana, e in Roma a Monte Cavallo.
Così poi leggiamo a pag. 12. sugli organisti e lavoratori d'organo del suo tempo: «Scorgiamo l' Organo da dieci lustri in qua ridotto in somma perfettione; modernamente vediamo un' Organaro (cosi detto da L. firmiano lib. 2. Organorum fabricatores dicuntur Organarij) Vicenzo Fiamengo il quale ha fabricato due Organi cellebri, de gli quali se ne farà mentione nella futura Conclusione; nel Duomo di Vgubbio ritrouasi un Organo stupendissimo, suonato da Girolamo Diruta; nella Santa Casa di Loreto dui ristaurati da Baldessarre Bolognese, suanati da Francesco Maria Borelli, et suo nepote; Nel Duomo di Milano uno in particolare magnanimo suonato da Guglielmo Arnoni; In S. Petronio mia patria dui rari suonati da Ottavio Vernizzi, et Gio. Battista Mecco; In S. Marco di Venetia doi di somma dolcezza suonati da Gio. Gabrielli nepote fù d' Andrea, et Paolo Giusti; Nella Cathedrale di Brescia Constanzo Antegnati orgenista, et organaro eccellente, testimonio l' Organo del Duomo di Verona, suonato da Paolo Masenelli. Ne quì tralascierò Cesare Romani Cortonese, consumato nella professione di fare Organi, et dui in particolare di somma perfettione, l'uno posto nella Cathedrale di Pistoia, et l'altro in Monte Oliueto Maggiore, monastero principale Oliuetano; Ne si deue tacere Luca Perugino che così industremente fabricò un Organo in S. Gio. Laterano, per lo cui valore da Papa Clemente 8. ottenne ordine di Caualliero. à questi aggiungo Andrea Luchese, il quale vltimamente hà fabbricato vno Organo stupendo in S. Pontiano sua patria; potrei addurne numero grande, ma non me lo concedendo il foglio, et essendo noto il valore loro gli tralascio. Deuo però far mentione di dui Organisti cellebri le cui anime sieno in gloria: Luzzasco Luzzaschi fù nel Duomo di Ferrara et Claudio Merulo in quello di Parma, amendui suggetti degni di memoria eterna. Restami solo far nominanza dell' Organo soauissimo posto nella Cathedrale di Lucca fabricato da Domenico Nardi Luchese, suonato di presente (vserò poste da Gioseffo Zerlino ne gli Sup. Mus. Cap. 3) dal molto gentile M. Gioseffo Guami eccellente Compositore et soavissimo suonatore di Organo. Et qui soggiungo io, che per essere egli stato mio maestro deuo far commemoratione del valor suo (se bene noto al mondo) hauendo egli dato in luce Opere Musicali in grandissimo numero; stato in Venezia Organista di S. Marco; et quello che gli da il colmo di suprema reputatione sono dui figli suoi, Domenico, et Vincenzo, gli quali in giouenile età rendono stupore à chi gli gusta; piaccia à Iddio conseruare cosi honorata famiglia, acciò il mondo sentì giouamento delle fatiche di così elleuati ingegni.» Continua il Banchieri nella Quinta conclusione a pag. 14, ad enumerare celebri artisti con queste parole: «Gli dui Organi fabricati da Vincenzo Fiamengo, l' vno collocato nella cathedrale d' Oruieto suonato da Gio. Pizzoni, il secondo in S. Pietro di Vgubbio praticato da Grisostomo Rubiconi, amendui meritano grandissima lode, et in particolare quello di S. Pietro, che oltre 12. registri d' Organo continoati, viene ornato di altretanti, con gli quali vengono imitati Flauti, coperti, scoperti, à fuso, Mutoli, Pifferi alla Suizzera, Regale, Tromboni, Trombe squarciate, voci humane, Cornetti, Viole, Tamburi, Tremolo, et Vsignoli; et talmente imitano al naturale, che molti forestieri virtuosi che vi concorrono a sentirlo, restano in forse se sieno strumenti naturali o pure artefiziali. Son sicuro che in altri Organi sparsamente si ritrouano tali registri; ma è però cosa credibile che inventore ne sia stato il Fiamengo. Quivi appresso deuesi far mentione di vn'altro ingegnosissimo Organaro, Domenico da Feltre, che pochi anni sono scorreva per le Città d'Italia con vn' Organo di canne di legno, nel quale suonando con leggiadria vn Arpicordo, faceva sentire ogni stromento da fiato, Pletro et arco et dentro un vacuo pieno d'acque fingendo gli dui castelli posti nelle lagune di Venetia, faceua comparire infinite Barche et Gondole con variati concerti di Lauti, Cithare, Arpicordi, Viole, Violone, et altri; trà questi sentiuasi alle fiate Donna cantatrice, la Sirena, et altre galanterie; appresso seguitaua la cerimonia del Buccentoro, sopra il quale sentiuansi et vedeansi gli Pifferi, al cessare de' quali di nuovo vdiuasi vn concerto di Tromboni, et Cornetti, con vn ripieno di diversi stromenti accordati insieme, che rapiuano gl'audienti per l'allegressa, et quello che rendeua estrema meraviglia à gl'intendenti, sentiuasi vn Organo di dieci piedi con il Mi, Re, Vt, et Pedali trasparenti. Nella Chatedrale di Pisa vi è vn Organo di 20 piedi fatto a guisa di Castello, copioso di varie inuentioni, et per quanto mi vien detto hà vn Organetto di concerti dietro le spalle dell' Organista separato dall' Organo grosso, et questo suonasi con vna istessa tastatura; tale Organo è stato fabricato ultimamente da vn Fiamengo, il cui nome à me non è noto. In Bologna nella casa del Signor Massimiliano Bolognini vi è vn Organo fabricato per suo virtuoso diporto, che rende merauiglia à chi lo sente. In Lucca nell' Accademia del Sig. Tomaso Raffaelli vn Organo soaue di canne lignee, fatto da Andrea Luchese, con gli tasti scavezzi in G. B. et E. negri appresso gli diesis in F. et G. graui et oltre il Mi, Re, Vt l'ottaua di E. fà accidentale; strumento comendato da gli professori universalmente. Se ne potria racccontare altri, che per breuità si tralasciano.» A pag. 16 consiglia il suonatore d'organi a tener allegro e vago stile nelle Fantasie come scorgiamo nelle francesi di Antonio Mortaro et Flaminio Tresti amendui Organisti celebri. A car. 18 fa menzione d'un Trattato degli strumenti di Agostino Agazzari, che forse è perito. Quindi a car. 19 così leggiamo: «Negli concerti Organici gratiosa inuentione è stata quella di Lodouico Viadana (si come afferma egli nella introduttione de gli suoi cento concerti Eccleeiastici) in far cantare vna sola voce, dui, et tre con stile recitatiuo, et consonante, in maniera che sopra vn Basso continvato, si sentono le parole distinte; cosa in vero di comune sodisfattione all' Organista, Cantori, et Audienti; et che tale stile sia grato lo scorgiamo ne gli moderni compositori, che di giorno in giorno viene ornato di soauissime inventioni.» E a pag. 24, sul Basso continuo così la ragiona il Banchieri; «Resta per ultimo il Basso seguente (il quale tanto è in uso). Ma così non fosse vero; per essere cosa facile da praticarsi, molti Organisti al giorno d' hoggi riescono eccellenti nel concerto ma vinti da tale vanaglorla di essere sicuri in concerto, non curano più d'affaticarsi in fantasia, et spartiture, le quali sono quelle che hanno immortalato diuersi valenti uomini, si che senz'altro fra poco tempo vi saranno dui classe di suonatori, parte Organisti; cioè quelli che praticheranno le buone spartiture, et fantasie; et altri bassisti, che vinti da totale infingardaggine si contenteranno suonare semplicemente il Basso: del restante poi, tanquam asinus ad liram. Non dico già che il suonare sopra il Basso seguente non sia vtile et facile; Ma dico bene che ogni Organista douria cercare di suonarlo con le buone regole; et perchè il modo di componere questi bassi seguenti viene in tre maniere stampato, ne tratteremo ordinatamente. Tiburtio Massaini maestro di capella nel duomo di Piacenza, et Ieronimo Iacobi maestro di capella in S. Petronio di Bologna, hanno posto alle stampe il Basso seguente con il soprano sopra; il qual modo a me pare di molto vtile, vedendo l'Organista gl'estremi, et considerando gli accidenti che occorrono, per interesse delle terze, et decime. Gio. Iacomo Castoldi maestro di musica in S. Barbara di Mantoua, et Benedetto Bagni musico dell' Ill'striss. Signoria di Bologna, hanno posto vn Basso seguente spartito, il quale ha gli Diesis avanti le note, che mostrano (à chi hà attentione d'orecchio) le terze, et decime. Pompeo Signorucci maestro di capella nel Duomo di Pisa, et Gabrielle Fattorini in quello di Faenza hanno composto il Basso senza gl'accidenti; a questi, per quelli Organisti che non hanno cognitione di tali acidenti, ricercasi vdito perfetto, et meglio (à mio giuditio) riusciranno, ec.» Passa poi il Banchieri a parlare degli stromenti a penna, cosi scrivend'egli a car. 44: «L'arpicordo fu il primo inuentato dall' Arpa ... et la forma di tale stromento è appuntata da amendui le parti; con il scanello, et accorda dell' Arpa ... spinetto riceue tal nome dell'inuentore di tal forma longa quadrata, il quale fù vn mastro Giovanni Spinetti Venetiano; et vno di tali stromenti hò veduto io alle mani di Francesco Stiuorio Organista della Mag. comunità di Montagnana, dentroui questa inscrittione: Joanes Spinetus venetus fecit A. D. 1503. Hora venendo al vero modo di accordare tali instromenti, auanti mi ponghi à tale impresa ne hò conferito con Cesare Romani Cortonese Organaro cellebre et insieme con Jacomo Barbieri Bolognese, nelle accordature di instromenti da penna perito et ho veduto in pratica reale, che il vero et sicuro modo di accordare è questo: posto con nuouo ordine nella seguente Conclusione ... ecc.» Alla pag. 49, e 50 ci dà notizia il Banchieri d'una Messa da lui posta in musica; la qual narrazione ci piace di qui rapportare: «Mentre dimorai (dui anni sono) alcuni mesi nel Monastero di S. Maria in Organo di Verona ... fui richiesto dal M. R. P. D. Carlo Malabbia Abbate allhora di quel luogo, componere vna Messa per tale occasione; ond'io più per obedienza che sufficienza mi addorsai tal carico, et con la norma datami da R. D. Bassiano detto il Musico Bauierante, composi una Messa in concerto à quattro Chori, la quale faceva effetto di otto Chori; il primo erano tre Violini da braccio, et vna voce in tenore; secondo choro altre quattro Viole con voci à quelle apropriate; Il terzo, quattro Viole da Gamba con altretanti voci humane; et appresso l' vltimo tre Tromboni, et una voce in contr'alto. Fù prouata nel ridotto degli SS. Conti Beuilaqui, poi cantata formalmente la Domenica in Palmis, et oltre gli sudetti stromenti fù ornata con l' Organo grosso dolce et soaue di quella Chiesa suonato da Gio. Pietro Negri, appresso dui Violoni continoi in contrabasso, dui Clauacembali, tre Liuti, et dui Chittarroni; la doue per la disposizione delle voci, et leggiadria degli suonatori reuscì con soddisfattione communemente douendosi però atribuire ogni lode à quelli eccellentissimi virtuosi, poco valendo tal compositione quanto alla di me suffitienza ...» E poco appresso insegnando l'accordatura degli stromenti di corde budellate, così scrive a pag. 51: «Et ben che io non professi il suono di tali stromenti da corde budellate, hò però fatto ogni diligenza per capire tali accordature, non solo per mio sapere, ma parimenti per giovare ad altri che di pratiche tali non hanno cognitione; et per giocare in sicuro, il tutto hò veduto in pratica da Alfonso Pagani Bolognese Musico in simile professione del Rè di Pollonia, et da me ordinata sotto gli quì infrascritti pratica menti. ecc.....» Sentiamo come descrive a car. 58 lo strano metodo tenuto da' suoi antecessori nel compor di musica: «Il modo che loro hanno praticato al componere era in tal maniera; empieuano vna cartella di note et contraponti osseruatissimi, et poi sottoponeuangli la lor oratione; quiui al concerto sentiuasi una armonia soauissima di concento, ma detta armonia niuaa corrispondenza haueua con l'oratione. Hora mò la maggior parte degli moderni compositori meglio considerando, cercano nel componere fare in guisa di vno oratore perfetto ... imitando con l'armonia gl'affetti ... Et se bene l'intelligente compositore (sapienti pauca) alle fiate sparsamente per le cantilene esce di tuono, et usa cadenze perregrine, non si deue però atribuirgli ch'egli dia un colpo al cerchio, et l'altro alla botte, et ciò sia fatto senza consideratione, ma si bene venghi praticato industremente, sì come hà praticato Tomaso Pecci nel decimo madrigale à cinque voci, che comincia O come sei gentile caro augellino ... Gabrielle Fattorini anch'egli nella sua Rondinella l'ultimo Madrigale à cinque, qual comincia O quanto sei simile ingrata Rondinella ... cangia modulatione et muta chiaui ... Et quiui acciò non hauessi imbandita vna lauta mensa senza il sale, non debbo lasciare in far nominanza del soauissimo conpositore di Musiche Claudio Monteuerde capo in Musiche appresso il Serenissimo Sig. D. Vincenzo Gonzaghi Duca di Mantoua (benche noto il suo valore vniversalmente à professori) in materia di moderno componere, poi che gli suoi arteficiosi sentimenti in vero sono degni d'intera commendatione, scoprendosi in essi ogni affettuosa parte di perfetta oratione, industremente spiegati, et imitati d'armonia equiualente; Sì come ancora tali et simili hanno hauuti, et praticati il sig. Prencipe di Venosa, il sig. C. Alfonso Fontanelli, ilSig. Emilio Cauallieri, Benedetto Pallauicino, et altri moderni et elleuati ingegni, noto il di loro valore entro gil onorati ridotti, et Accademie Heroiche.» Troviamo finalmente a car. 66 enumerati diversi organi con canne di cartone, di legni, d'oro, d'argento, di vetro e d'alabastro, la qual notizia fu anco accennata nella Descrizione fatta da Giuseppe Serassi l'anno 1808, d'un suo Organo (pag. VI). Ecco ciò che scrisse il Banchieri: «Et per maggior grandezza, et prominenza di questo mirabile stromento dell' Organo, non lascieremo di dire, che non solo è stato eretto con canne di piombo, stagno, cartone, et legno, ma parimente con canne d'oro, argento et bosso, vetro et allabastro; et per confirmatione; Genebrando Erfodiense scrive che l'anno 997 sotto l'imperio di Ottone Terzo, Gilberto Remense Mathematico et filosofo eccellente, che poi fu Arciuescovo di Ravenna, et di lì eletto al Pontificato, detto Silvestro Secondo, fabricò ne gli suoi floridi studi vn Organo con le canne d'oro, il quale industre ente veniua suonato all'impeto di un bollimento d'acque. Leandro Toscano racconta, et è verissimo, che pochi anni sono in Venetia fu praticato un' Organo con le canne di vetro. Simone Maioli mette in cognitione vn ingegnosissimo Organaro Napoletano il quale fece vn Organo con le canne d'allabastro, et per testimonio di verità dal proprio facitore fù donato al Serenissimo Federico Duca di Mantova. Un altro Organo hò veduto io in Venetia entro vn fondico di Mercanti Tedeschi, venuto da gli suoi paesi, il quale stà serrato entro un bellissimo studiolo, con le canne di bosso. Vedesi ancora questo mirabile stromento ornato con le tastature in diuerse fazzioni, cioè d'oro e di argento, di bosso et ebano, di auorio, et però tinto et in fine di madreperla, et canna d'india; le quali per esser note in molti luoghi, si tralasciano.» S'è qui di sopra rapportato un copiosissimo estratto del presente libro così per la sua rarità, come per le curiose notizie in esso contenute e sugli Organi antichi e su diversi valenti musicisti di quel tempo.

Nomi: Banchieri, Adriano: OSBOliv, a.s. Tommaso.   
Editori: Rossi, Giovanni, eredi.   
 
Catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna: I, pp. 52-54  RISM : B/VI, p. 115c          
Antiche collocazioni: 0132 (catalogo Sarti, circa 1840)  
ID: 544      Segnalazioni (errori nella scheda, suggerimenti bibliografici ecc.)


LEGENDA  
[] Integrazioni a cura del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna   * Dopo il numero di repertorio indica una discrepanza tra la consistenza indicata e quella effettiva
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