strumento
Corno da caccia, Bologna, circa 1495-1500
inventario
1774
rif. Catalogo van der Meer
n. 065
collocazione
MdM
 
Materiali: corno, cuoio, ottone.
Lo strumento ha un'imboccatura interna non separata conica rovescia a mo’ d'imbuto all'ingresso, il quale in origine era munito d'una ghiera di metallo, ora mancante, con un occhiello per attaccare la correggia o la cordellina. Vicino all’uscita v'è ancora un occhiello, bislungo, di ottone, attaccato direttamente al tubo.
Lo strumento è coperto di cuoio lavorato a rilievo e a bulino. Dall'ingresso all'uscita vi sono i seguenti medaglioni:
1. stemma della famiglia Ranuzzi;
2. pera con due foglie;
3. (secondo Boccia) un braccio che tiene una veste femminile;
4. melograno con due foglie;
5. aquila ad ali aperte;
6. (secondo Boccia) una lingua di fuoco che attraversa le nubi;
7. stemma della famiglia Bentivoglio.
Tra i medaglioni il cuoio è lavorato a tralci. Tra i medaglioni 6 e 7 v'è una fascia larga di rombi. 
Misure: lunghezza 505; diametro della cameratura all'ingresso 13, al punto più stretto 7,6, all'uscita (leggermente ovale) 54-56.
Provenienza: Gli stemmi delle famiglie Bentivoglio e Ranuzzi dimostrano che il corno fu il dono di un Bentivoglio a un Ranuzzi (Boccia). Il corno "bentivolesco" passò poi al Museo di Ferdinando Cospi nel ’600, quindi alle collezione universitarie. Si ignora come lo strumento giungesse al Liceo Musicale (n. 31); passò infine dal Liceo Musicale al Museo Civico Medievale. 
 

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