strumento
Violino, Sassonia?, sec. XVIII
inventario
1821
rif. Catalogo van der Meer
n. 125 (=p. 129)
collocazione
Sala 8
 
Materiali: acero, conifera, ebano, madreperla.
Lo strumento ha la costruzione normale del violino. Il fondo in un solo pezzo e le fasce sono di acero, la tavola in un solo pezzo č di conifera. Il fondo e la tavola hanno i filetti normali. Il riccio di acero č originale.
Tutte le altre parti sono di un'epoca posteriore: il manico, inserito nello zocchetto superiore, di acero; i capotasti, la tastiera e la cordiera, il bottone reggicordiera tutti di ebano; i piroli di ebano con una perlina di madreperla; il ponticello di acero; la catena e l'anima, entrambe di conifera. Della vernice originale di colore marrone rossiccio ci sono soltanto alcune tracce; in un'epoca posteriore lo strumento č stato riverniciato d'un colore marrone giallastro. 
Misure delle parti originali: lunghezza della cassa 356; distanza tra la giuntura col manico e gli angoli superiori 118, gli angoli inferiori 209, gli occhielli superiori dei fori di risonanza 157, i tagli dei fori di risonanza 193, gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 222; larghezza massima della parte superiore 157 (a 59 dalla giuntura col manico); distanza tra gli angoli superiori 145; larghezza minima della parte centrale 102 (a 158 dalla giuntura col manico); distanza tra gli angoli inferiori 169; larghezza massima della parte inferiore 197 (a 277 dalla giuntura col manico); distanza tra gli occhielli superiori dei fori di risonanza 42, tra i tagli dei fori di risonanza 59, tra gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 123; altezza delle fasce 31,5; bombatura del fondo 15; bombatura della tavola 18; aggetto del fondo circa 3; aggetto della tavola circa 2; lunghezza del riccio 105.
Alcune misure con le parti non originali: lunghezza totale 594; lunghezza vibrante delle corde 323.
Provenienza: Lo strumento - insieme con un archetto e un astuccio moderni - fu donato al Museo dalla prof. Edmea Nicolina Bormida in memoria del fratello prof. Filippō Bormida nel 1937. 
 

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