strumento
Girolamo Brensi, "Viola da braccio a cinque corde", sec. XVI-XVII
inventario
1757
rif. Catalogo van der Meer
n. 124 (=pp. 128-129)
collocazione
Sala 5
 
Il manico, il cavigliere e il riccio risalgono forse al secolo XVI o XVII e sono di fattura italiana.
Sulla faccia interna del fondo c'è un'etichetta a stampa con la dicitura: Hieronymus Brensius Bonon. Il resto dell'etichetta è stato strappato. Non sembra impossibile che l'etichetta dati anche dal secolo XVI-XVII, ma non può appartenere a questo strumento.
Materiali: noce, acero, conifera con larghi anelli annuali, ebano, bosso, pergamena, madreperla.
In questo strumento sono originali solo il manico e il cavigliere col riccio, tutti di noce e risalgono forse al secolo XVI o XVII. Alla giuntura con la cassa c'è un elegante piccolo riccio scolpito. Il riccio sul cavigliere ha orecchiette che non sporgono, il che suggerisce una provenienza italiana di questa parte dello strumento.
Il resto dello strumento è del secolo XIX, ma prima del 1866. Il fondo di noce è piatto con una piega nella parte superiore verso il manico. Non ha né catene né piastra. Anche le fasce sono di noce; hanno un listello modanato di acero lungo il fondo, la tavola e il manico. Un ceppino di noce è attaccato alle fasce tra fondo e tavola all'estremità inferiore della cassa, a mo' di cavicchio. La tavola è di conifera con larghi anelli annuali, ed è bombata completamente, quindi senza scanalatura lungo i bordi. I fori di risonanza, entrambi danneggiati, hanno un occhiello superiore e uno inferiore, un taglio all'esterno e, immediatamente accanto a quest'ultimo, un altro piccolo occhiello. C'è una rosetta di pergamena con un motivo geometrico, circondata da un orlo modanato di noce. La cassa ha quattro angoli molto sporgenti; ci sono zocchetti negli angoli e controfasce per congiungere la tavola, le fasce e il fondo. Non ci sono né catena né anima né filetti.
La tastiera è di noce con due bordi laterali e uno inferiore di acero. Il capotasto superiore è di ebano. Manca il ponticello. Il bottone reggicordiera è di bosso. La cordiera e i piroli sono moderni, di ebano, ciascuno dei piroli con una perlina di madreperla. 
Misure: lunghezza totale 599; lunghezza della cassa 343; distanza tra la giuntura col manico e la piega nel fondo 35, il centro della rosetta 104, gli angoli superiori 124, gli angoli inferiori 194, gli occhielli superiori dei fori di risonanza 145, i tagli dei fori di risonanza 173, gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 212; larghezza massima della parte superiore 179 (a 69 dalla giuntura col manico); distanza tra gli angoli superiori 184; larghezza minima della parte centrale 109 (a 170 dalla giuntura col manico); distanza tra gli angoli inferiori 190; larghezza massima della parte inferiore 209 (a 292 dalla giuntura col manico); distanza tra gli occhielli superiori dei fori di risonanza 39; distanza tra gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 93; altezza delle fasce alla giuntura col manico 42, alla piega nel fondo 55, agli angoli superiori 56, agli angoli inferiori 58, all'estremità inferiore 61; diametro della rosetta 23; lunghezza del manico 131; larghezza del manico al capotasto 28,2, alla giuntura con la cassa 38,2; lunghezza del cavigliere 125; lunghezza della tastiera 204; larghezza della tastiera all'estremità inferiore 41,2; lunghezza della cordiera 117; lunghezza vibrante delle corde circa 315.
Interpretazione: a prescindere dal manico, dal cavigliere e dal riccio, che sono indubbiamente antichi, lo strumento è una composizione falsa del secolo XIX. L'etichetta con la stessa dicitura di quella di inv. 1747 (scheda 105) non può riferirsi a questa composizione falsa. D'altronde, niente è noto d'un liutaio bolognese di nome Hieronymus Brensius.
Provenienza: Liceo Musicale (n. 13). 
 

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