strumento
Parzialmente forse di Antonio Ciciliano, Viola da gamba, sec. XVI-XVII
inventario
1761
rif. Catalogo van der Meer
n. 120 (=p. 123)
collocazione
Sala 5
 
Sulla faccia interna del fondo c'è un'etichetta a stampa in lettere gotiche: Antonio Ciciliano.
Materiali: acero, conifera, ebano, bosso.
Questo strumento è composto di parti di vari strumenti antichi, in parte tagliate. La parte superiore della cassa, con spalle molto spioventi, è troppo lunga e anche troppo stretta per questo strumento; è ovvio che ad ogni modo il fondo e la tavola sono state tagliate nelle misure attuali. Il fondo di acero è piatto con una piega nella parte superiore verso il manico. La parte piegata del fondo è di grandezza fuori proporzione. Il fondo è fatto in due parti non simmetriche. La misura sproporzionata della parte piegata e l'asimmetria del fondo provano che esso in origine apparteneva a uno strumento più grande, e che questo elemento è stato tagliato per far parte di questa viola da gamba. Sul fondo ci sono due catene di conifera, una nella parte superiore sulla piega, l'altra nella parte inferiore della cassa. Non c'è piastra come supporto dell'anima. Le fasce di acero, se sono antiche, sono almeno state adattate alla sagoma non originale di questo strumento. Nella parte superiore della cassa la tavola ha misure più ristrette del fondo, sicché le fasce in questa parte della cassa spiovono verso la tavola. La tavola di conifera, bombata solo trasversalmente, è anche stata tagliata, ciò che traspare chiaramente dalla posizione troppo alta dei fori di risonanza in forma di effe con occhielli superiori e inferiori, senza tagli. Dato che la tavola ha i filetti normali, è ovvio che i filetti non sono originali, ma datano da un periodo che segue il taglio della tavola. Non c'è aggetto del fondo e della tavola sopra le fasce. Lo zocchetto superiore è in parte antico, però tagliato obliquamente in alto verso il fondo. Lo zocchetto inferiore, le controfasce e gli zocchetti negli angoli non sono antichi. Non c'è catena sotto la tavola. L'anima di conifera non è antica; lo strumento, da cui proviene il fondo, non aveva anima, perché manca la piastra per il supporto di questa. La cassa com'è potrebbe appartenere a una viola da gamba su Do2, ma ovviamente in origine faceva parte d'uno strumento più grande.
Il manico, il cavigliere e il riccio sono ricavati da un solo pezzo di acero. Il manico è assai troppo lungo per la cassa, e inoltre è molto arrotondato di dietro, sicché è difficile immaginare che il manico sia stato mai provvisto di legacci. Il manico potrebbe essere appartenuto a un violoncello piuttosto piccolo (ciò che il retro assai arrotondato suggerirebbe), oppure a una viola da gamba su Re1, con misure ristrette (ciò che farebbe credere il cavigliere con sei piroli). Il cavigliere - come s'è già detto, con sei piroli di bosso con teste ovali e con bottoncini in cima - termina con un riccio con due spigoli posteriori (quindi con tre scanalature) e con orecchiette che - conforme al tipo italiano - non sporgono, e con un fiore con cinque petali nel centro. I piroli non sono originali. Come s'è già detto, lo zocchetto superiore è stato tagliato in un senso obliquo in alto verso il fondo. Anche il manico è stato tagliato obliquamente, perché il piede corrisponda alla superficie sghemba dello zoccolo. La tastiera di acero, indubbiamente antica, è tagliata come un doppio arco all'estremità inferiore. Ha filetti di ebano, acero, ebano lungo i bordi e formanti fregi geometrici all'estremità inferiore. Il capotasto è di ebano. Il ponticello e la cordiera, entrambi di acero, non sono originali, benché quest'ultima, conforme alla pratica antica, sia attaccata con un uncino in un occhiello che è l'estremità d'un cavicchio di ferro, fissato nello zocchetto inferiore.
Vernice color giallo marrone. 
Misure: lunghezza totale 875; lunghezza del fondo 488; lunghezza della tavola 450; distanza tra la giuntura del fondo col manico e gli angoli superiori 195, gli angoli inferiori 328, la piega nel fondo 172, la catena inferiore sul fondo circa 335; distanza tra la giuntura della tavola col manico e gli occhielli superiori dei fori di risonanza 160, gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 245; distanza tra gli angoli superiori 235; larghezza minima della parte centrale 158 (a 255 dalla giuntura del fondo col manico); distanza tra gli angoli inferiori 261; larghezza massima della parte inferiore 265 (a 378 dalla giuntura del fondo col manico); distanza tra gli occhielli superiori dei fori di risonanza 85, tra gli occhielli inferiori dei fori di risonanza 130; bombatura della tavola 21; altezza delle fasce all'estremità inferiore della cassa 100, tra gli angoli inferiori e la piega nel fondo 95, alla giuntura tra la tavola e il manico 59; spessore del fondo ai bordi 3; spessore della tavola ai bordi 2; lunghezza del manico 230 (sul piano del fondo) 270 (sul piano della tavola; larghezza del manico 39-60; lunghezza della tastiera 353-365 (l'ultima cifra si riferisce ai bordi e al centro); larghezza della tastiera all'estremità inferiore 67; lunghezza del cavigliere 155; lunghezza della cordiera 241; lunghezza vibrante delle corde attuale circa 480.
Provenienza: Liceo Musicale (n. 18).
Cenno biografico: col nome di Antonio Siciliano (o Ciciliano, come il cognome figura a volte sulle etichette), sedicente veneziano, sono conservati alcune viole da gamba (oltre che a Bologna, nei Musei di Strumenti Musicali di Vienna e di Bruxelles) e alcuni liuti con due caviglieri. Questi ultimi sono genericamente falsi. Riguardo alle viole da gamba ci vuole più precauzione, ma sembra che tutte le viole da gamba conservate tutte con fasce spioventi verso la tavola nella parte superiore della cassa presentino alcune irregolarità, benché nessuno di questi strumenti abbia un fondo asimmetrico, una giuntura sghemba tra lo zocchetto superiore e il manico, fori di risonanza fuori posto e un manico spoporzionatamente lungo come la viola da gamba descritta sopra.
Non c'è nessuna prova dell'identità, a volte affermata, tra Antonius Bononiensis e Antonio Siciliano. 
 

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